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Banche dati agrofarmaci: necessità o optional?

Variazioni nelle colture autorizzate, nelle dosi d’uso o nei residui massimi ammessi richiedono un continuo aggiornamento da parte dei produttori agricoli. Solo banche dati in ambiente web sono in grado di veicolare in tempi brevi al mondo professionale agricolo i numerosi e frequenti cambiamenti deliberati dalle autorità regolatorie.

Una ricerca recentemente condotta dall’Osservatorio Agrobusiness di GR ADVISORY ha approfondito questa tematica e l’uso delle tecnologie digitali in agricoltura, coinvolgendo un panel di oltre 4mila imprenditori agricoli e tecnici di strutture private e pubbliche.

Nonostante i vincoli all’utilizzo degli agrofarmaci, dettati dai requisiti di commerciabilità delle produzioni agricole e dai controlli sul quaderno di campagna, più del 50% dei rispondenti dichiara di non utilizzare abitualmente una banca dati digitale (vedi tavola 1); all’interno di questo gruppo, la maggioranza si affida per gli aggiornamenti a figure tecniche private o pubbliche o semplicemente si attiene ai disciplinari di produzione (vedi tavola 2).

Tra le tecnologie correlate, emerge l’uso degli strumenti mobili come smartphone o tablet, in linea con la mobilità tipica degli operatori agricoli, e la conseguente necessità di avere applicazioni ottimizzate per questi strumenti (vedi tavola 3).

Infine, si evidenzia una crescente propensione all’utilizzo delle banche dati digitali: chi le usa continua a farne uso ed il numero degli utenti è in costante espansione. Fenomeno inevitabile in un’era che ha “rottamato” il tradizionale prontuario stampato su carta.

Se siete interessati al report completo od ad approfondimenti scrivete a: osservatorio.agro@gmail.com


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